• Smart Working e corretta postura: ne parliamo con il dottor Arcuri

    Smart Working e corretta postura: ne parliamo con il dottor Arcuri

    Accelerato dalla scoppio della pandemia e dal lockdown, lo smart working è diventato una consuetudine per molti lavoratori. Certo i vantaggi sono molteplici, basti pensare che lavorando da casa si evita di dover raggiungere il posto di lavoro in auto o con i mezzi; ma non mancano di certo anche alcune problematiche, in particolare legate alla postura e all’ambiente di lavoro che si è creato nella propria casa. Ne parliamo quindi insieme al dottor Baldo Arcuri, medico chirurgo specialista in ortopedia e traumatologia.

    Il dottor Arcuri, specialista di Monza Medicina

    Il dottor Arcuri svolge la sua attività al centro Monza Medicina e all’istituto Ortopedico Galeazzi, dove fa parte dell’equipe CASCO (Chirurgia Articolare Sostitutiva e Chirurgia Ortopedica) ed è componente dello staff del RE.GA.IN® centro d’eccellenza dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi che utilizza metodiche all’avanguardia e non invasive della medicina rigenerativa, come infiltrazioni di concentrati piastrinici (PRP, fattori di crescita) e derivati del tessuto adiposo e midollari (MSC, Cellule Staminali Mesenchimali) per stimolare la rigenerazione e il ripristino delle condizioni fisiologiche dei tessuti interessati da patologie, traumi e invecchiamento.

    Il lavoro da casa e la corretta postura

    Come anticipato, man mano che sempre più aziende si espandono e abbracciano lo smart working, è emerso un grave svantaggio: il peggioramento di fastidi pregressi o addirittura nuovi dolori alla schiena, al collo, alle gambe e alle spalle tra gli smartworker. “Abbiamo sicuramente assistito a un’impennata di smartworker che programmano appuntamenti per disturbi muscolo scheletrici. Queste novità introdotte in maniera rapida dall’emergenza Covid, hanno portato a un rapido adattamento a una situazione di lavoro a distanza. Quindi, molti uffici domestici sono stati improvvisati con qualunque cosa fosse a portata di mano e tutti questi accorgimenti hanno portano a una scarsa ergonomia, con gran parte delle persone che non sono riuscite ad adattare la postazione di lavoro alle esigenze specifiche del proprio corpo” spiega il dottor Arcuri.

    “A parte la scarsa ergonomia, lo smart working ha presentato anche un altro problema: uno stile di vita ancora più sedentario. Non ci si sposta più per raggiungere il posto di lavoro, non ci si sposta per gli uffici, ora si fanno molti meno passi. Sedentarietà, che oltre ai disturbi di natura ortopedica, è un fattore di rischio anche per le malattie cardiovascolari o per il diabete - aggiunge lo specialista del centro Monza Medicina - Le pause di riposo regolari dunque sono fondamentali, assicurandoci di alzarsi dalla sedia ogni 30-45 minuti, anche se solo brevemente, per muoversi, allungarsi e cambiare posizione. Questo sposterà la tensione tra i dischi intervertebrali, gli ammortizzatori della colonna vertebrale. Altri modi per facilitare un maggiore movimento includono rispondere alle telefonate in piedi o camminare ovunque possibile”.

    Anche gli smartphone possono creare disturbi muscoloscheletrici

    Un altro problema dell’era moderna è anche sicuramente l’utilizzo massivo dello smartphone. “Gli utenti sono spesso adolescenti e ventenni che usano comunemente i loro smartphone più degli anziani e quindi sono vulnerabili ad avere disturbi muscoloscheletrici, i cui sintomi possono includere affaticamento e dolori agli arti superiori, come il collo, le spalle, braccia, polsi, dorso della mano e dita. Il movimento statico ripetuto dell’utente riduce la circolazione sanguigna, impedisce l’apporto di sostanze nutritive ai muscoli e provoca affaticamento e dolore. Di conseguenza, possono comparire dolore, rigidità, tremori al collo, alle spalle e alle braccia - sottolinea il dottor Arcuri - I fattori di rischio dell’uso dello smartphone che influiscono sui disturbi muscoloscheletrici sono molteplici, tra cui la postura, la durata, la frequenza, le dimensioni dello schermo e le attività svolte come ad esempio se si tratta solo di telefonate o messaggi oppure anche di navigazione web, giochi, pianificazione e intrattenimento. Questi fattori influenzano, infatti, il rischio di malattie in diversi sintomi muscoloscheletrici. Risulta pertanto utile una campagna di informazione riguardo al corretto utilizzo di questi dispositivi, così come sono molto utili i consigli per chi lavora da casa, al fine di prevenire l’insorgenza di disturbi muscolo scheletrici”.

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